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Il licenziamento verbale: come agire in questa situazione

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Il licenziamento verbale è il classico licenziamento detto anche orale: è quello conosciuto nel nostro immaginario con la frase del datore di lavoro “Sei licenziato!”, in maniera tale da intimare il dipendente da abbandonare il lavoro.

Il dipendente che in caso di licenziamento verbale abbandona il lavoro senza più tornare, senza recepire lo stipendio e il trattamento dovuto, sta danneggiando sé stesso, perché il licenziamento dal lavoro e l’allontanamento forzato senza previo avviso tramite lettera di licenziamento inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno non è legale, e non è dunque valido.

Questo perché secondo la legge, e precisamente secondo l’art.2 della L. 604/1966, il licenziamento deve essere intimato per iscritto, e deve essere effettuato in modo tale che il dipendente ne possa venire a conoscenza. Inoltre, il datore di lavoro, in caso di licenziamento verbale e intimazione all’abbandono del posto di lavoro è costretto a corrispondere lo stipendio al lavoratore fin quando il licenziamento non sia stato effettuato tramite lettera scritta.

Cosa può fare il lavoratore in caso di licenziamento verbale

In caso di licenziamento verbale, il dipendente deve apporre ricorso, inviare una lettera raccomandata al datore di lavoro, scrivendo la sua disponibilità al ritorno sul posto di lavoro e sottolineando che è stato allontanato verbalmente e non tramite una valida lettera di licenziamento.

Dopodiché anche in causo inizi una causa legale tra datore di lavoro e lavoratore, quest’ultimo ha diritto al rientro al suo posto di lavoro, ad ottenere un risarcimento per il periodo del licenziamento orale, inoltre il dipendente potrebbe decidere di non voler essere reintegrato a lavoro e potrebbe optare per richiedere l’ottenimento dell’indennità sostitutiva pari a quindici mensilità.

Licenziamento verbale e dimissioni per giusta causa

In caso in cui il dipendente sia stato allontanato dal lavoro, subendo in alcuni casi anche azioni rivolte contro la sua persona come calunnie e percosse, questi può decidere di dare le dimissioni dal datore di lavoro per giusta causa richiedendo così il pagamento delle mensilità dovute, del TFR e dell’indennità mensile.

Il lavoratore che decide di optare per le dimissioni per giusta causa, può anche denunciare il proprio datore di lavoro all’ufficio provinciale del lavoro, inoltre a fronte delle prove e della sussistenza della giusta causa il lavoratore potrà anche richiedere all’Inps la disoccupazione laddove li spetti.

Licenziamento verbale e lavoro nero

Spesso il licenziamento verbale è una pratica molto utilizzata quando si tengono operai a lavorare in nero. Il lavoro nero è quel lavoro pagato, senza però fare un’assunzione, senza venire iscritti alla previdenza sociale come lavoratori subordinati e senza ricevere alcun diritto che spetterebbe di norma a un qualunque lavoratore subordinato.

In questi casi il datore di lavoro utilizza il licenziamento verbale, perché ovviamente non può licenziare il lavoratore a norma di legge, perché non l’ha nemmeno assunto a norma di legge.

Il licenziamento verbale e il lavoro nero sono entrambi inaccettabili e possono essere entrambi denunciati agli organi competenti.

Per denunciare il lavoro nero, bisogna rivolgersi all’ufficio provinciale del lavoro della propria città o della propria provincia, raccontare tutto ciò che è avvenuto durante il rapporto di lavoro e spiegare perché si lavorava senza assunzione, successivamente alla denuncia l’ispettore dell’ufficio provinciale provvederà a un’ispezione sul luogo di lavoro e a un controllo sul datore di lavoro stesso.

Successivamente alla denuncia e all’ispezione, può iniziare un procedimento contro il datore chiamata vertenza sindacale, nella quale il lavoratore può recuperare un risarcimento per il danno subito.

Licenziamento verbale e mancato pagamento dello stipendio

Nei casi di licenziamento verbale, spesso, il datore di lavoro non vuole retribuire il lavoratore dello stipendio dell’ultimo mese. Il lavoratore non può accettare questa situazione perché, primo per legge non può accettare il licenziamento verbale e secondo deve ricevere e richiedere, perché gli spetta, la retribuzione dovuta fino a quando non avrà tra le mani un licenziamento effettivo a norma di legge.