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Come fare la disdetta al Sindacato, come disdire l’iscrizione alle single sindacali

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I sindacati sono organizzazioni che tutelano i rapporti tra il datore di lavoro e il dipendente.

L’adesione ad un sindacato è possibile effettuarla attraverso il tesseramento, il quale, con una piccola detrazione mensile dalla busta paga del lavoratore (trattenuta sindacale), consente di accedere ai diversi servizi che un sindacato offre.

Nella guida di oggi vedremo, in antitesi, come fare disdetta dal sindacato, analizzando nel dettaglio le procedure di revoca, le richieste di disdetta e l’interruzione dell’addebitamento delle trattenute sindacali, con attenzione particolare agli aspetti relativi alla modulistica utile all’espletamento della procedura, e di come fare le giuste comunicazioni al datore di lavoro o ente pubblico di cui si è dipendente.

 

 

Le Sigle sindacali più diffuse in Italia

In Italia possiamo identificare 4 grandi sindacati i quali si distinguono tra loro per storia, ideologia e visione:

  • CISL (Confederazione Italiana sindacati lavoratori);
  • UGL (Unione generale del lavoro);
  • CGIL (Confederazione generale italiana del lavoro);
  • UIL (Unione italiana dei lavoratori)

Il comune denominatore dei sindacati è l’erogazione di servizi dedicati per tutelare il rapporto di lavoro tra le parti e ogni utente ha piena libertà di iscriversi presso il sindacato di sua preferenza, attraverso una tessera che iscrive il lavoratore al sindacato scelto.

L’iscrizione al sindacato comporta per il lavoratore l’assegnazione della propria tessera sindacale con un addebito sulla busta paga delle trattenute sindacali che permettono di usufruire di diversi servizi altresì a pagamento o comunque, permettendo al lavoratore di sfruttare importanti agevolazioni economiche.

Quando e perché si può chiedere la disdetta dal sindacato?

Potrebbero sorgere delle motivazioni per cui un lavoratore non desidera più essere tesserato presso il proprio sindacato, e i casi principali per cui questo accade possono essere: la perdita di interesse per cui si ritiene inutile restare iscritti al sindacato senza un’effettiva utenza ai servizi; divergenze con il sindacato per cui non c’è più coerenza di opinioni, divergenze sulla progettualità o semplicemente per un disservizio giudicato quindi poco utile; per un tesseramento fatto per errore o distrazione, magari durante la sottoscrizione di qualche modulo al patronato, per eccesso di superficialità e qualche firma messa qua e là, ci si è iscritti involontariamente al sindacato, con annesse quindi detrazioni sindacali mensili.

Si può richiedere quindi qualunque sia la motivazione, la rescissione del tesseramento.

Vediamo quindi come fare disdetta dal sindacato.

Le fasi per il recesso: moduli e documenti da allegare

Per effettuare la disdetta della tessera sindacale, bisogna effettuare opportuna comunicazione ufficiale, per mezzo di lettera raccomandata A/R alle seguenti destinazioni, che variano in base alla situazione lavorativa:

  • Ufficio amministrativo dell’azienda o direttamente al datore di lavoro, per i dipendenti pubblici e privati;
  • Ragioneria Territoriale della provincia se sei un dipendente scolastico (insegnante, impiegato, operatore scolastico);

Nella comunicazione, va allegato il modulo di revoca sindacale, facendo attenzione a non inviare il modulo al sindacato ma unicamente alle destinazioni di cui sopra.

In allegato al modulo di revoca sindacale saranno necessari anche la fotocopia della carta d’identità e la fotocopia del codice fiscale.

Rivolgersi direttamente al sindacato

Un’alternativa a questa procedura in caso di problemi è rivolgersi direttamente al sindacato dove sei iscritto e dal quale desideri svincolarti. Rivolgendoti direttamente al sindacato gli operatori sono obbligati a procedere alla disdetta dal tesseramento e dalle trattenute sindacali.

Dipendenti scolastici (insegnanti e personale ATA)

Come anticipato poc’anzi, qualora si ricopra il ruolo di insegnante o si faccia parte del personale ATA bisogna inviare la lettera per la disdetta dal sindacato alla Ragioneria Territoriale della Provincia, in quanto ente responsabile per la categoria.

Per effettuare la procedura di disdetta dal sindacato bisogna indicare sul modulo il numero di partita fissa del cedolino e indicare il sindacato che si intende revocare.

La modulistica è scaricabile anche in formato modificabile WORD ed è la medesima per tutti i sindacati e inoltre le procedure non differiscono a seconda del sindacato di appartenenza.

Disdetta al sindacato per i pensionati INPS (ed ex INPDAP)

I pensionati che intendono revocare la quota sindacale decurtata dalla propria pensione, potranno eseguire la procedura oggi unicamente online.

Si dovrà pertanto andare sul sito ufficiale dell’INPS, alla sezione ” Deleghe sindacali su trattamenti pensionistici” e accedere inserendo le credenziali personali.

 

 

Chiaro il prospetto relativo alle voci visualizzate, bisognerà cliccare sul pulsante Revoca.

Fatto questo, la procedura è da considerarsi conclusa. Lo stato di elaborazione della richiesta può essere monitorato all’interno dell’elenco movimentazioni.

Le tempistiche relative all’effettiva eliminazione del contributo, ammontano a 30/60 giorni.

 

 

Disdetta Sindacato online

Coloro i quali intendono usufruire di un servizio chiavi in mano, possono utilizzare quello messo a disposizione dal portale DisdettaLegale. Basterà compilare il modulo online, allegare i documenti, e pagare quanto richiesto per la procedura.

Una volta completa, la documentazione sarà inviata, col medesimo valore legale della raccomandata A/R all’azienda di cui si è dipendeti, oppure all’Ufficio che regolamenta i rapporti sindacali del personale scoltastico. (Qui i link al servizio per i Lavoratori dipendenti ).