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Rimborso IMU: Guida e modalità per ottenere il rimborso

rimborso IMU

Con l’acronimo IMU si indica la cosiddetta Imposta Municipale Unica, conosciuta anche come Imposta Municipale Propria. Tale tassa viene applicata sugli immobili del patrimonio del cittadino.

Andiamo ora ad illustrare in quali casi si ha diritto ad un rimborso sull’IMU e cosa fare per ottenerlo.

 

 

Rimborso per pagamento maggiore

Partiamo dal caso del rimborso IMU per pagamenti maggiori di quanto effettivamente dovuto.

È possibile che ci si ritrovi a pagare più del dovuto anche perché non si è più titolari dell’immobile in questione.

In tal caso una prima opzione è quella di recarsi all’Agenzia delle Entrate e richiedere l’annullamento dell’IMU prima di doverla pagare.

In generale invece ciò che bisogna fare è recarsi al Comune e richiedere il rimborso IMU. Il Comune provvederà a verificare che effettivamente il rimborso sia dovuto ed in ogni caso comunicherà l’esito, positivo o negativo che sia, al cittadino mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

Per risarcimenti di questo tipo, oltre all’importo in denaro che si può ricevere come versamento su conto corrente tramite bonifico bancario, è possibile richiedere di scalare l’ammontare del rimborso come detrazione sul prossimo pagamento IMU da effettuare.

Come già accennato la richiesta di rimborso va effettuata presso il proprio Comune di residenza: allo sportello comunale potremo chiedere che ci venga fornito l’apposito modulo di rimborso da compilare, con indicata la documentazione necessaria che, ad ogni modo, sarà possibile reperire presso gli archivi comunali.

 

 

Attenzione a chiedere il rimborso tempestivamente: in caso di prescrizione infatti si perde qualsiasi diritto al risarcimento. Il tempo limite è generalmente di 5 anni ma le normative a riguardo potrebbero subire cambiamenti, per cui è quanto mai importante intervenire subito.

Se invece si chiede rimborso perché o si è pagato al Comune la quota da versare allo Stato, o si è pagato più di quanto dovuto nel versare la quota statale, la procedura cambia.

Rimborso per pagamento eccessivo quota statale

In caso di pagamento eccessivo della quota statale, sempre presso il Comune si può inoltrare domanda di rimborso e sarà il Comune a verificare se effettivamente è stato pagato in più: a quel punto sarà sempre il Comune a procedere con quanto necessario per risarcire il cittadino.

Per quanto riguarda invece il pagamento errato della quota statale, versata erroneamente al Comune, va inviata una raccomandata al Comune di residenza contenente la seguente documentazione:

  • una copia di un valido documento di riconoscimento
  • una copia del versamento effettuato
  • una lettera in cui si dovranno indicare nome e cognome del cittadino richiedente assieme alle generalità quali data e luogo di nascita, il suo indirizzo di residenza, numero di telefono, codice fiscale, eventuale partita IVA ed infine la data del versamento errato

A questo punto il Comune provvederà a calcolare quanto dovuto allo stato e girerà la somma versata erroneamente a quest’ultimo, e al cittadino interessato potrebbe spettare l’onere di versare eventuali differenze, con tanto di interessi calcolati sulla mora.

Una situazione analoga si presenta in caso di IMU pagata al comune sbagliato: anche in questo caso andrà scritta una lettera con tutte le informazioni elencate in precedenza per il caso di versamento della quota statale al Comune e inviarla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al Comune a cui è stata pagata erroneamente la tassa.

Anche in questo caso, sarà poi il Comune sbagliato a provvedere a girare la somma ricevuta al Comune corretto: in caso di versamenti fatti all’ente sbagliato infatti non è mai previsto il risarcimento in denaro, ma sarà l’ente ad aver ricevuto il pagamento sbagliato a ridirigere la somma verso l’ente reale destinatario.

In caso di errore nel segnalare il codice tributo, non si ha diritto di risarcimento ma si dovrà comunque comunicare l’errore al Comune che poi provvederà a mettere a posto i dati con l’Agenzia delle entrate.

 

 

Il Comune provvederà a notificare l’esito della procedura mediante raccomandata.
Infine, in caso di errore nei dati catastali, bisogna recarsi dall’ente presso cui è stato effettuato il pagamento ed annullarlo. I soldi recuperati potranno essere spesi esclusivamente per pagare nuovamente, e correttamente, la tassa.

Per assicurarsi che i dati siano corretti, il modo più immediato sebbene a pagamento, è richiedere una visura al catasto.