Home / Rimborsi / Rimborso TASI: come ottenere il rimborso sulla tassa dei rifiuti per proprietari e inquilini

Rimborso TASI: come ottenere il rimborso sulla tassa dei rifiuti per proprietari e inquilini

rimborso tasi

Con l’acronimo TASI si indica comunemente la cosiddetta Tassa sui Servizi Indivisibili. Tale imposta comunale è stata introdotta nel 2014 insieme alla legge di stabilità.
Tale imposta va a coprire numerosi servizi offerti dal comune tra i quali, ad esempio, la manutenzione del manto stradale o l’illuminazione.

L’aspetto particolare della TASI riguarda il fatto che a pagare tale imposta non sia solo il proprietario ma anche un eventuale affittuario. Questo perché la legge stabilisce che nel caso in cui il soggetto che occupa la proprietà non sia il titolare, allora sono entrambi tenuti a versare il contributo, tenuto conto però che l’occupante non titolare pagherà solo una parte dell’imposta, tra il 10 ed il 30% del suo valore.

 

 

Nel caso però in cui l’affittuario usi la proprietà come abitazione principale, a seguito di una modifica della legge del 2016, questo non è tenuto a pagare la quota della TASI, tranne nel caso l’immobile sia classificato come immobile di lusso.

Vediamo ora la situazione che si presenta al cittadino che vuole richiedere un rimborso per tale imposta.

I requisiti per poter richiedere il risarcimenti una TASI pagata ma non dovuta o pagata in eccesso sono diversi:

  • innanzitutto, la procedura deve essere avviata e completata entro cinque anni dal pagamento della tassa in questione, facendo riferimento alla data della ricevuta di pagamento
  • risulta possibile dimostrare di aver effettivamente pagato più del dovuto, e ciò in genere richiede appunto essere in possesso della ricevuta relativa al pagamento in questione
  • risulta possibile dimostrare di aver pagato erroneamente poiché, ad esempio, è stata versata al Comune la quota dello Stato o, viceversa, allo stato quella del comune o ancora, è stato commesso un errore sul codice tributo o il codice del catasto che indica per quale immobile si paga la tassa
  • il rimborso supera l’ammontare di dodici euro, altrimenti la pratica non viene avviata
 

 

Come ottenere il rimborso sulla TASI

Effettuare la richiesta è gratuita e la procedura si avvia consegnando allo sportello del proprio Comune di residenza il modulo di rimborso TASI compilato in tutte le sue chiamate. Tale modello può essere richiesto sempre allo sportello del Comune o scaricato dal sito ufficiale del Comune.

Al modulo andrà poi allegata la documentazione richiesta, che elenchiamo qui a seguire:

  • una copia della ricevuta di pagamento della tassa per cui si chiede rimborso
  • in caso di pagamento al Comune sbagliato o di pagamento dallo Stato della tassa relativa al Comune o viceversa, una copia della ricevuta relativa al pagamento corretto
  • in caso di pagamento doppio per errore, le copie delle ricevute di pagamento, sia quella errata che quella corretta
  • una copia di un valido documento di riconoscimento

Una volta completata la prassi di richiesta il Comune, entro 180 giorni lavorativi, invierà al richiedente una raccomanda con ricevuta di ritorno tramite la quale informerà se si ha diritto al risarcimento o no.

Tabelle di prezzo sul rimborso

A questo punto, in caso di procedura andata a buon fine, le modalità di rimborso variano in base all’ammontare del risarcimento, come illustreremo qui a seguire:

  • per rimborsi che non superano i 999.99 euro, il richiedente sarà invitato a recarsi all’ufficio postale indicato nel contenuto della raccomandata per ricevere il rimborso in denaro. In alternativa, per importi che non superano i 999.99 euro, è anche possibile convertire tale risarcimento in una detrazione da scalare sul prossimo modello 730 da pagare
  • per rimborsi compresi tra 1000 e 51’645.69 euro, la procedura prevede sempre che il soggetto richiedente si rechi all’ufficio postale indicato dal Comune nel contenuto della raccomandata per ricevere la somma, ma è prevista la firma di un ulteriore documento in sede dell’ufficio postale
  • per rimborsi che superano i 51’645.69 euro, il risarcimento viene effettuato mediante versamento su conto corrente del richiedente

Nel caso in cui il Comune non accolga la richiesta di rimborso, è possibile fare ricorso entro sessanta giorni dalla data in cui si è ricevuta la raccomandata.

 

 

Il ricorso va presentato sempre allo sportello del Comune, che dovrà rispondere entro trenta giorni: scaduto tale termine o in caso di un nuovo rifiuto, ci si può rivolgere ad un legale ed inviare la documentazione relativa al ricorso, incluse le copie delle risposte del Comune, alla Commissione Tributaria della propria provincia di residenza.