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Rimborso forfettario avvocati: cos’è, come si calcola, come si paga

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Sarà capitato a tutti, prima o poi, di aver fatto ricorso all’assistenza di un avvocato, in quanto coinvolti in qualche causa più o meno grave. È noto quanto possano essere onerose le spese sostenute per il lavoro svolto dal legale, ed in quanto segue, andremo ad illustrare come gestire quello che viene comunemente chiamato rimborso forfettario avvocati.

Il rimborso forfettario è una spesa aggiuntiva che troveremo nella parcella inviataci dal nostro avvocato, che va a coprire tutte le spese sostenute dal legale, effettuate nello svolgimento della sua opera.

 

 

Tra queste potrebbero essere annoverate ad esempio spese relative a spostamenti in auto, il fare fotocopie di documenti necessari per la preparazione alla causa. Tutte queste spese verranno quindi calcolate dall’avvocato, e su queste potrà esigere il 15% del loro ammontare come rimborso, che ci ritroveremo come già accennato in parcella.

Si tenga conto innanzitutto che è la legge stessa a consentire ai legali di richiedere un rimborso sulle spese sostenute, e queste possono essere le più disparate: agli esempi già citati in precedenza si possono aggiungere anche spese relative alla richiesta di documentazione, spese dovute alla perdita di una causa, l’emissione di bolli e notifiche.

Un aspetto particolarmente problematico per il cliente, ma purtroppo previsto dalla normativa, è quello relativo alla documentazione delle spese: l’avvocato infatti non è in alcun modo tenuto a giustificare né a documentare le spese che vanno a costituire l’ammontare su cui viene calcolato il rimborso forfettario, né il cliente può richiedere la verifica di tali spese.

Al cliente purtroppo, una volta presentata la richiesta di rimborso sia essa inclusa nella parcella o con un documento separato, non resta altra opzione che pagare, ed è proprio per tale ragione che è quanto mai importante rivolgersi a legali di fiducia che operano nel rispetto dell’etica professionale.

Appurato che il pagamento di tale rimborso è obbligatorio ed inevitabile, andiamo quindi ad illustrare i metodi di pagamento più convenienti per tale onorario.

Se si è titolari di partita IVA, all’avvocato dovrà essere pagato anche una quota di ritenuta di acconto oltre alle ordinarie voci presenti in parcella. La spesa per la parcella potrà però essere agevolmente scalata al momento della stesura della dichiarazione dei redditi: per tale ragione può essere molto conveniente effettuare il pagamento dell’onorario del legale tramite bonifico sul suo conto corrente in modo da disporre di documentazione certa riguardo l’avvenuto pagamento.

 

 

Qualora invece si paghi l’avvocato come privato, non sarà necessario versare anche l’ammontare della ritenuta di acconto, ed anche in questo caso la scelta migliore è quella di un bonifico su conto corrente, sempre nell’ottica di ottenere documentazione certa dell’avvenuto pagamento.

L’unico caso in cui non si deve pagare il rimborso forfettario all’avvocato, è quello in cui il legale in questione non ci notifica tale richiesta di pagamento ma, una volta documentata, il cliente è tenuto a pagare. La normativa in materia impone infatti agli avvocati di esplicitare tale voce di pagamento in parcella o in un documento separato.

Attenzione al fatto che, se dovessimo malauguratamente perdere la causa in cui siamo coinvolti, anche l’avvocato della controparte potrebbe da noi esigere le spese di rimborso forfettario. Per tali spese valgono tutte le considerazioni fatte sin qui: saremo quindi obbligati a tale pagamento e non potremo chiedere di verificare l’ammontare speso, né il legale della controparte sarà tenuto a dimostrare le spese sostenute.

Andiamo quindi a vedere invece, qualora fossimo noi nei panni di avvocato, come chiedere tale rimborso.

Innanzitutto bisogna ricordare che tale rimborso può essere richiesto fin da prima della causa o durante il mandato e, al massimo, entro pochi giorni dalla scadenza di quest’ultimo.

Le spese non dovranno essere giustificate, ma si potrà chiedere solo il 15% del loro ammontare come rimborso.

 

 

Per ricevere il pagamento è opportuno affidarsi a vie dotate di tracciabilità garantita, come ad esempio un un bonifico su conto corrente, vantaggioso anche per il cliente; mai ricevere pagamenti in contanti.