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Rimborso assicurazione cessione del quinto: come fare la procedura

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Con la terminologia ‘cessione del quinto dello stipendio‘ si indica una tipologia di prestito personale ben precisa, attualmente prevista in Italia, che prevede l’estinzione del debito contratto al momento del prestito spendendo una quota del proprio stipendio, fino ad un massimo di un quinto del suo totale, calcolate al netto di quanto ritenuto.

Per tale prestito quindi le quote dello stipendio trattenute non possono superare il 20% dello stesso; la durata massima possibile è di 120 mesi, ovvero 10 anni e solitamente quella minima è di almeno 24 mesi.

 

 

Tale forma di prestito è attualmente possibile anche per i pensionati, a condizione che la scadenza del prestito non superi il novantesimo anno di eta del pensionato che richiede il prestito.

Quando si richiede un prestito con cessione del quinto dello stipendio, in concomitanza vengono stipulate due assicurazioni: una prima serve a tutelare l’istituto che presta denaro in caso il debitore muoia; la seconda serve sempre a tutelare l’istituto creditore, questa volta in caso il debitore perda il lavoro.

Il costo della stipula di queste due polizze assicurative è incluso nel costo del prestito e sono sempre presenti.

Il debitore ha la possibilità di estinguere il suo prestito prima del termine di scadenza: in questo caso pagando una penale alla banca perché estinguendo il debito anzitempo la banca perde una parte degli interessi che sarebbero stati maturati rispettando i tempi previsti dal contratto.

Allo stesso tempo però, estinguendo il prestito in anticipo, viene meno la necessità delle polizze assicurative su morte e perdita di lavoro del debitore.

Queste però sono state ad ogni modo pagate alla stipula del prestito, ed essendo diventate superflue ma comunque pagate, possono essere risarcite.

La regolamentazione in materia è cambiata: per prestiti precedenti al 1° di Dicembre 2010, nel contratto assicurativo era inclusa una clausola che obbligava il debitore a perdere il diritto al rimborso.

 

 

In tale caso le banche rifiutano le richieste di rimborso perchè da contratto il debitore si impegnava a perdere il diritto ad essa: è comunque possibile adire le vie legali per poter comunque ottenere tale rimborso, spiegando di non essere a conoscenza di tale clausola, anche se la procedura può risultare molto complicata e lunga.

Per prestiti ottenuti in seguito alla data prima indicata, è previsto che il rimborso sia automatico in caso di estinzione anticipata del debito contratto per un prestito con cessione del quinto sullo stipendio.

In caso di mancato rimborso il contraente che ha ricevuto il prestito, una volta estinto il debito anticipatamente, può inviare una raccomandata alla compagnia assicurativa, indicata sul contratto, con cui sono state stipulate le polizze che coprono morte e perdita del lavoro, contenente una richiesta di rimborso, la cui struttura sarà illustrata in seguito.

Bisogna però innanzitutto ricordare che il rimborso può essere ottenuto

Il primo step da completare è il calcolo dell’ammontare del rimborso a cui si ha diritto: per prima cosa va quindi verificato sul contratto quanto è stato pagato per le polizze assicurative, nella sezione inerente le spese accessorie.

L’ammontare indicato deve quindi essere diviso per il numero delle rate previste ed indicate sempre sul contratto, ottenendo quindi quanto è stato pagato, per ogni singola rata, per le polizze.

A questo punto bisogna calcolare la differenza tra le rate totali previste e le rate effettivamente pagate prima dell’estinzione del debito: tale differenza va quindi moltiplicata per il costo per singola rata delle polizze calcolato come descritto nel paragrafo precedente.

Il numero ottenuto dalla moltiplicazione è quanto spetta al debitore come rimborso.

Per quanto riguarda la richiesta da inviare per raccomandata alla compagnia assicurativa, questa va strutturata come segue.

Vanno indicate innanzitutto le generalità del debitore quali nome, cognome, indirizzo, numero di telefono ed indirizzo email; dopodichè vanno scritti data e numero del contratto nonché l’ammontare del prestito e la banca con cui è stato effettuato.

A questo punto bisogna indicare la data in cui è stato estinto il debito e la scadenza prevista dal contratto.

Dopo questi dati, vanno indicate le polizze stipulate con relativo numero e data di sottoscrizione, che generalmente coincide con la data in cui si è stipulato anche il contratto relativo al prestito.

La compagnia assicurativa deve rispondere entro 45 giorni: se ciò non avviene il debitore può rivolgersi all’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS).

Per fare questo bisogna recarsi sul sito ufficiale dell’IVASS per scaricare il modulo apposito per reclami, compilarlo in tutte le sue chiamate ed inviarlo tramite raccomanda all’indirizzo:

IVASS
Servizio Tutela del Consumatore
Via del Quirinale, 21
00187 Roma

In alternativa si può inviare lo stesso modulo via fax al numero 06 41233206 o con una mail certificata da inviare all’indirizzo tutela.consumatore@pec.ivass.it.

 

 

A questo punto non resta che attendere la risposta dell’IVASS, che dovrà rispondere entro 90 giorni lavorativi per sollecitare la compagnia assicurativa al pagamento del rimborso o per attestare che il debitore non ha diritto di risarcimento.