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Rimborso del canone dell’affitto: requisiti, modalità a seconda degli anni di riferimento

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Col mercato degli immobili attuale, è sempre più difficile potersi permettere l’acquisto di una casa. Complice della cosa è anche un nuovo mondo del lavoro che costringe spesso a spostamenti continui e trasferte anche durature.

L’insieme di questi fattori comporta spesso che per trovare un’abitazione, ci si ritrovi ad affittare un appartamento e quindi a pagare un canone mensile che può essere più o meno salato a seconda del luogo e dello stato del locale.

 

 

Proprio perchè l’affitto mensile può risultare una spesa veramente gravosa, andiamo ad illustrare in quel che segue, in quali casi è possibile richiedere un rimborso e cosa fare per ottenerlo.

Siccome la procedura di rimborso e richiesta può variare a seconda dell’anno considerato, andiamo ad illustrare in quanto segue la casistica divisa per anno considerato.

Rimborso Affitto anno 2014

Per quanto riguarda affitti relativi all’anno 2014, bisogna rivolgersi al proprio Comune di residenza, che per quell’anno era l’ente che sovrintendeva alla procedura di rimborso affitti.

La prassi prevedeva l’apertura di un bando al quale il residente di quel comune poteva partecipare compilando un modulo apposito e presentando le fotocopie delle ricevute di pagamento delle varie mensilità pagate in quell’anno, assieme al contratto di fitto, al modulo ISEE e alla copia di un documento di riconoscimento.

In base ai dati così raccolti, veniva stilata una graduatoria in base alla quale i residenti nelle posizioni più alte ricevevano un risarcimento di un mese di affitto pagato.

Per sapere se si può ancora avere diritto al rimborso della mensilità per il 2014 bisogna rivolgersi quindi al proprio Comune di residenza.

Rimborso canone affitto anno 2015

La situazione per l’anno 2015 è leggermente differente: innanzitutto la gestione della materia è affidata sia a Comuni che a Regioni, inoltre in certe regioni è prevista un criterio che limita il diritto al rimborso in base all’età del cittadino residente.

Alcuni bandi di rimborso, ad esempio, sono esclusivamente rivolti a residenti con meno di 35 anni.

Anche in questo caso il reddito risulta una discriminante importante per l’assegnazione del rimborso ed infatti nella documentazione da presentare figura anche il moudlo ISEE.

Per sapere se si può ancora avere diritto ad un risarcimento del canone mensile per l’anno 2015, nuovamente, bisogna rivolgersi agli enti competenti locali, ovvero agli uffici del proprio Comune o Regione di residenza.

Rimborsi affitto per il 2016, 2017, 2018

Ben diversa è la situazione relativa ai rimborsi affitti del 2016: in questo caso il rimborso è previsto solo come supporto a chi non ha pagato l’affitto e deve sostenere il pagamento di una mora.

Per richiedere il risarcimento, il cittadino moroso può rivolgersi all’ufficio del Comune di residenza o recarsi sul sito ufficiale del proprio comune per procurarsi il modulo di richiesta che poi dovrà essere consegnato di persona al Comune.

Il caso degli studenti fuori sede

Un altro caso in cui si può avere diritto a un rimborso, seppur parziale, del canone mensile dell’affitto è quello degli studenti fuori sede: questi possono infatti ottenere un risarcimento pari al 19% del canone mensile, come detrazione sulle tasse al momento della dichiarazione annuale.

In questo 19% rientrano anche le detrazioni relative ad altre spese universitarie, attenzione quindi al fatto che si potrebbe arrivare al limite delle detrazioni ottenibili a causa di altre spese e non solo a causa del risarcimento sul canone di locazione.

 

 

Per fare ciò ci si può rivolgere ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o al proprio commercialista, fornendo come documentazione il contratto di affitto dello studente e le copie delle ricevute delle mensilità pagate.

Attenzione va posta inoltre al fatto che il rimborso può essere richiesto solo dall’intestatario del contratto di affitto e fino ad un massimo di 2633 euro annui.

Rimborso in base all’ISEE

Per l’anno 2017 il rimborso affitto dal modulo 730 è diviso in base a fasce come illustrato qui a seguire:

Per cittadini con reddito basso, quindi con ISEE che non supera i 15’493.71 euro può ottenere fino a 300 euro di risarcimento. Per modelli ISEE compresi tra 15’493.71 e 30’987.41 euro invece il rimborso massimo è 150 euro

Per i residenti in case popolari con ISEE al di sotto di 15’493.71 euro il rimborso è fino a 900 euro, mentre scende a 450 euro il risarcimento per redditi compresi tra 15’493.71 e 30’987.41 euro

Per cittadini dai 20 ai 30 anni nel corso del 2016, è possibile richiedere un rimborso fino a 961.60 euro se il modulo ISEE non supera i 15’493.71 euro

Per cittadini che cambiano casa in qualità di lavoratori dipendenti, il rimborso previsto è di 991.60 euro per ISEE inferiori ai 15’493.71 euro mentre scende a 495.80 euro il risarcimento per ISEE compresi tra 15’493.71 e 30’987.41 euro

 

 

Tutti questi rimborsi sono effettuati come detrazione sulle tasse e non quindi in denaro.

Fa eccezione il caso dei cittadini morosi, che possono usufruire anche quest’anno dello stesso rimborso citato in precedenza e quindi ricevere una somma di denaro da utilizzare per far fronte al debito contratto.