Home / Casa e persona / Revoca mandato avvocato: come procedere e come scrivere la lettera

Revoca mandato avvocato: come procedere e come scrivere la lettera

Revoca mandato avvocato

Indice articolo

Se volete sapere se è possibile inoltrare una lettera per revocare l’avvocato, la risposta è affermativa.

Qual è il fac simile di una lettera di questo tipo? Come comportarsi quando si decide di sospendere dal suo ruolo il proprio avvocato? Continuate a leggere il nostro articolo per approfondire questo argomento.

Partiamo dal presupposto che il cliente è sempre libero di decidere di rinunciare alla figura dell’avvocato che aveva nominato in precedenza. Ciò è possibile proprio attraverso una lettera in cui si revoca il mandato professionale.

Infatti il tipo di rapporto che si instaura tra l’assistito e il suo difensore si basa sulla fiducia professionale e anche sulla fiducia personale: se queste due vengono meno, il cliente deve essere libero di farne a meno, sciogliendo il legame creatosi senza nessun vincolo.

 

 

Il rapporto tra mandato e assistito: ambito penale e ambito civile

Prima di iniziare è bene aprire una parentesi circa la nascita del rapporto che porta all’assegnazione del mandato in capo all’avvocato.

Tra le parti vi è proprio un determinato vincolo, il quale unisce i soggetti grazie al contratto di mandato, ossia un vero e proprio contratto.

Stando a tale documento, una delle due parti, cioè il mandatario, si impegna a svolgere e compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altro soggetto (o altri soggetti) coinvolti, il cosiddetto mandante.

Prima della stipulazione del contratto ovviamente l’avvocato si premura di informare l’assistito circa le modalità di azione, circa le strategie di difesa predisposte e in genere su ogni aspetto legato allo svolgimento del suo incarico.

Fatto ciò il mandante sottoscrive la procura alle liti se si tratta di un incarico in ambito civilistico e nomina l’avvocato se in ambito penalistico.

Sia in ambito penale che civile questo momento preventivo è fondamentale, poiché stabilisce e mette in chiaro la volontà del cliente di commissionare il lavoro all’operato del professionista in questione.

 

 

Requisiti e obblighi per sospendere il proprio difensore dal ruolo

Passiamo ora ad esaminare l’ambito eventuale legato alla revoca del contratto stipulato.

Come abbiamo anticipato, il cliente può interrompere il suo rapporto fiduciario con il professionista in questione in un qualunque momento, senza vincoli o bisogno di requisiti, in quanto non vi sono obblighi in tal senso da parte del cliente.

Infatti, la revoca dell’avvocato da parte del cliente può avvenire per una motivazione qualsiasi e non deve neppure essere corredata da una giustificazione o motivazione di qualsivoglia motivo.

Inoltre non è dovuto un indennizzo qualora la revoca fosse richiesta senza un periodo di preavviso, anche in considerazione del fatto che spesso questo tipo di situazione avviene in seguito alla fine del rapporto fiduciario tra le parti, ossia quando viene a mancare la fiducia nel professionista che segue il proprio caso.

L’aspetto della fiducia

È il codice deontologico forense stesso ad evidenziare l’importanza della fiducia reciproca tra le parti.

Infatti il codice che riportante i criteri di comportamento dell’avvocato nello svolgimento del proprio ruolo professionale stabilisce che la fiducia è un tassello fondamentale nella costituzione del rapporto giuridico con l’assistito.

Se manca questa componente il rapporto non ha senso d’esistere. Proprio per questo motivo, se il mandante non si ritiene soddisfatto dell’attività svolta dall’avvocato, può decidere di revocarlo, con l’intento di nominare un nuovo difensore.

Come inoltrare e rendere efficace una revoca: modulo da scaricare gratis

Per revocare l’incarico del professionista legale è sufficiente una dichiarazione con cui l’assistito esprima esplicitamente la non volontà di prosecuzione del percorso avviato.

Qui puoi scaricare gratuitamente il nostro modulo per revoca avvocato.

Tale dichiarazione può essere espressa sia per iscritto che oralmente, sebbene sia preferibile elaborare una dichiarazione scritta, da inviarsi tramite una lettera raccomandata a/r. In questo modo si può avere un riscontro sull’avvenuto ricevimento.

In alternativa è possibile inviare una email con posta elettronica certificata (PEC) oppure consegnare la busta manualmente al professionista stesso, facendo firmare allo stesso una copia per conoscenza.

A questo punto il rapporto è da considerarsi concluso.

Revoca mandato avvocato e gratuito patrocinio

Qualora l’assistito stesse usufruendo del gratuito patrocinio, la Corte di Cassazione ha precisato che la revoca ripristina in modo retroattivo l’obbligo da parte dell’assistito in giudizio di sopportare personalmente le spese della sua difesa.

Revoca del mandato: obblighi

Sia in caso di gratuito patrocinio che di rapporto non in regime di gratuito patrocinio, il cliente ha l’obbligo del cliente corrispondere al professionista il compenso maturato, mentre l’avvocato ha l’obbligo di restituire tutta la documentazione relativa all’incarico.

Non solo: se vi fossero successive comunicazioni circa la situazione del cliente, l’avvocato ha l’obbligo di trasmetterle ai soggetti interessati e in ogni caso egli deve stilare un rapporto che guidi il nuovo difensore nella causa che si appresta a seguire.

 

 

Attenzione: il legale non ha facoltà di subordinare la restituzione dei documenti al pagamento della propria parcella, poiché così facendo agirebbe in maniera illecita e sanzionabile all’ordine degli avvocati di competenza territoriale.