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Rimborso IRPEF: le informazioni essenziali e le cose da sapere

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Un argomento molto dibattuto è quello del rimborso IRPEF. Come richiederlo e quando arriva? Queste sono le domande che, più delle altre, si pone ogni contribuente che abbia presentato la dichiarazione dei redditi o il modello 730.

Vediamo, quindi, di dare delle risposte utili e precise, in modo tale da chiarire le idee di coloro i quali attendono il suddetto rimborso.

Rimborso IRPEF: osservazioni preliminari

Probabilmente, quello che non tutti sanno è che, a partire dal 2016, l’Agenzia delle Entrate può effettuare dei controlli preventivi sul modello 730. Suddetti controlli, naturalmente, possono essere effettuati entro uno specifico range di tempo.

 

 

In questo caso, devono essere iniziati e conclusi entro 4 mesi dal termine stabilito per la presentazione della dichiarazione. Se questa, invece, viene consegnata in ritardo i 4 mesi di cui sopra decorrono dal giorno effettivo di invio d parte del contribuente.

Si tratta di controlli che l’Agenzia delle Entrate può eseguire, ma che non è obbligatorio che ci siano. Dopo aver verificato il tutto, la stessa provvederà al pagamento del rimborso IRPEF e questo avverrà entro i sei mesi successivi al termine di presentazione della dichiarazione. In poche parole, tra gennaio e febbraio dell’anno successivo.

Quando viene bloccato il rimborso IRPEF?

A questo punto, ci si deve chiedere quando scattano questi controlli che vanno a bloccare il rimborso IRPEF.

L’Agenzia delle Entrate può disporre i controlli di cui sopra, con il relativo blocco dei rimborsi, nel caso in cui il contribuente presenti una dichiarazione dei redditi precompilata con delle modifiche.

In questo caso, quindi, si può procedere con la verifica delle modifiche. Si avviano i controlli soprattutto nel caso in cui le modifiche di cui sopra sono fatte in modo tale da andare ad aumentare il credito che dovrebbe spettare al contribuente.

Sottolineiamo anche che, se il credito che il contribuente vanta nei confronti del Fisco supera i 4000 euro, l’Agenzia delle Entrate è autorizzata, qualora lo ritenga opportuno, a richiedere dei controlli anche in caso di detrazioni per familiari a carico.

Da quanto detto, quindi, risulta pacifico che, se il contribuente non modifica la propria dichiarazione, allora il rimborso IRPEF non verrà bloccato per consentire dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa avviene in questo caso? Il rimborso IRPEF viene erogato subito, o in busta paga o con l’assegno della pensione.  Naturalmente, quanto detto vale nel caso in cui il beneficiario non voglia utilizzare la somma dovuta al fine di pagare delle altre tasse. Detto questo, è utile sapere che il pagamento del rimborso IRPEF avviene con la busta paga di Luglio per i dipendenti e ad Agosto per i pensionati.

 

 

Cosa accade, invece, ai rimborsi bloccati per controllo? In questo caso, se il controllo va a buon fine e si nota che è tutto in ordine, allora il pagamento avviene entro 4 mesi dalla data di scadenza per la presentazione del 730, quindi o, se presentato in ritardo, entro 4 mesi dalla data di presentazione.

Rimborso IRPEF senza sostituto d’imposta

Se, invece, non si ha un sostituto d’imposta, cosa accade? Quando si riceve il rimborso IRPEF spettante?

Se non si ha un sostituto di imposta, si deve presentare la dichiarazione dei redditi. In questo specifico caso, l’Agenzia delle Entrate effettuerà un conguaglio ed entro la fine dell’anno pagherà il rimborso.

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Questo verrà accreditato direttamente sul conto corrente del contribuente, oppure verrà emesso un bonifico bancario. Nel caso in cui si tratta di rimborsi IRPEF inferiori a 2.999 euro, il contribuente riceverà un vaglia della Banca d’Italia.

Rimborso IRPEF e compensazione con altre tasse

Abbiamo anche detto che, qualora lo si desideri, la somma del rimborso IRPEF può essere destinata al pagamento di altre tasse. Un esempio è quello in cui la somma che spetta dopo la presentazione di 730 o dichiarazione dei redditi, viene usata per il pagamento di tasse quali IMU, TASI eccetera.

Se si sceglie la compensazione con altri tributi o tasse, non si riceverà il rimborso IRPEF in busta paga o sulla pensione. Per richiedere tutto questo, si deve specificamente sottolineare la propria volontà, completando l’apposita sezione presente sul modello 730.

Attenzione, però: non sempre questa manovra conviene. Tuttavia, c’è un caso in cui è molto utile fare quanto appena detto.

 

 

Chi vanta un credito superiore ai 4000 euro, che potrebbe essere bloccato, come prima detto, per controlli vari da parte dell’Agenzia delle Entrate, può usufruire di questo piccolo escamotage. Infatti, in questo modo, se si scalano le somme dovute per altre tasse, non si incappa nel controllo preventivo e, in più, si vanno anche ad accelerare i tempi.