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Disdire il contratto di apprendistato: ecco in quali casi

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Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro, solitamente a tempo determinato, che serve ad occupare i giovani e ad insegnarli un determinato lavoro, retribuendo l’impiegato con un rimborso spese.

Oggi esistono contratti di apprendistato di sei mesi pagato dall’Inps, e derivante dall’impiego di un giovane attraverso la piattaforma di Garanzia Giovani. Questo contratto di durata semestrale prevede il pagamento da parte dell’Inps di una somma pari a 450 euro mensili che servono a rimborsare le spese che sostiene il ragazzo per andare a lavoro.

Oltre a questa modalità esiste poi il contratto di apprendistato che viene trascritto in base alla qualifica professionale che si vuole raggiungere. L’apprendistato per la qualifica professionale, può avvenire dai 15 ai 25 anni. L’apprendistato professionalizzante, invece è previsto dai 18 ai 29 anni, infine esiste l’apprendistato di alta formazione previsto dai 18 ai 29 anni.

Durata e recesso del contratto di apprendistato

Solitamente la durata di un corso di apprendistato può partire da un minimo di sei mesi e arrivare fino a un massimo di due anni, dopo l’apprendistato, alla fine del contratto l’azienda non è obbligata ad assumere la risorsa all’interno dell’azienda e può anche decidere di non rinnovare il contratto e lasciare che questo si risolvi da solo senza dover fare alcuna lettera di licenziamento, senza dover avvisare il lavoratore o corrispondergli nulla di più di quanto normalmente dovutogli.

Se invece l’azienda dopo il periodo di apprendistato vuole assumere l’apprendista, allora agirà sottoscrivendo con lo stesso un contratto di lavoro a tempo indeterminato, assicurandogli uno stipendio in base a quanto previsto dal contratto nazionale, o a seconda della mansione svolta, la retribuzione sarà prevista in base agli accordi di categoria.

Licenziare un’apprendista: i licenziamenti illegittimi

Il licenziamento, durante l’apprendistato può avvenire come in un normale contratto di lavoro, dalla quale entrambe le parti possono recedere dal contratto.

Però anche per l’apprendista, non possono essere utilizzate forme di licenziamento illegittimo come: il licenziamento verbale, il licenziamento immotivato, il licenziamento a seguito di discriminazione razziale o sessuale, tutte queste forme di licenziamento sono assolutamente inammissibili e il lavoratore può rivolgersi agli organi competenti per denunciare l’accaduto.

Licenziare un’apprendista: il licenziamento per giusta causa

Licenziare un’apprendista può essere fatto, solo ed esclusivamente se sussiste una giusta causa per il licenziamento, se l’apprendista non agisce come prescritto dal contratto se non si assume le sue responsabilità non andando sul lavoro, e se non si assume le sue responsabilità arrivando in ritardo e non impegnandosi e se l’apprendista viene trovato a rubare sul luogo di lavoro si può dunque licenziare l’apprendista.

Per licenziare l’apprendista bisogna procedere come un licenziamento normale, bisogna inviare dunque una lettera di licenziamento tramite posta raccomandata e segnalare il licenziamento firmato dal dipendente all’Inps. Licenziare un’apprendista dunque è possibile allo stesso modo di un qualsiasi dipendente.

Licenziamento di un’apprendista: le dimissioni per giusta causa

Un’apprendista oltre a poter essere licenziato, può anche dare le dimissioni per giusta causa; le dimissioni per giusta causa possono essere date per diversi motivi. Solitamente l’orario di lavoro di un’apprendista dev’essere massimo pari a 30 ore settimanali, nel caso in cui il lavoratore sia costretto a lavorare più delle ore stabilite sul contratto può decidere di dimettersi per giusta causa inviando una raccomandata al datore di lavoro e segnalando il motivo.

Le dimissioni per giusta causa possono essere date anche nel caso in cui il lavoratore non riceva né un minimo di retribuzione, né un minimo di rimborso spese e che dunque presti lavoro gratuitamente. Infine, l’apprendista può dare le dimissioni per giusta causa in caso di situazioni lavorative al di fuori dal normale andamento lavorativo, con prestazioni che esulano dal suo contratto e dalle sue competenze.